LAVORI IN CORSO D’OPERA 2004-2005  
  
  
Ci sono opere d’arte nate, in un tempo lontano, dalla terra. Coltivate dall’artista, affondavano le radici in un humus composto dalle relazioni tra i cittadini, dalla storia e dalla morfologia dei luoghi. Queste opere, non di rado capolavori, avevano la funzione di un albero della vita i cui frutti davano senso e prospettiva al divenire della comunità. La Maestà di Duccio di Buoninsegna a Siena, il Perseo di Benvenuto Cellini a Firenze, per citarne due tra le tante, sono opere determinate dalla partecipazione collettiva dei cittadini.
Col tempo questi processi creativi in grado di farsi carico delle istanze di un mondo e di restituire identità a quello stesso mondo si sono come disciolti per ragioni storiche, culturali e antropologiche complesse e forse inesplicabili. Il teatro, forma d’arte collettiva per eccellenza, da qualche decennio sembra affrontare, con la drammaturgia del teatro-laboratorio, la lacerazione tra la ‘terra’ e l’opera. La prassi del laboratorio è fondata sulle relazioni e il processo di lavoro è in grado di farne nascere di nuove all’interno e all’esterno del fare teatro. I Cantieri Teatrali Arcioni vogliono offrire una terra fertile, un prolifico humus di nuove relazioni tra i cittadini
”.
Bruno Macaro
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Cantieri Teatrali Arcioni - Ghedi, Brescia