UNO. STUDI VERSO ROMEO E GIULIETTA
progetto Bruno Macaro

Uno. è il risultato di un laboratorio della durata di tre settimane distribuite nell’arco di tre mesi. Durante il percorso si è avviato l’approccio ad alcune scene del primo e del secondo atto di Romeo e Giulietta e si è cominciato a osservare il rapporto tra i giovani e la città. In tale contesto Erica Vitali si è avvicinata a Giulietta e a Benvolio; Flavio Brizzolari a Tebaldo e a Romeo; Francesca Bandera a Rosalina; Gabriele Frizza a Romeo, a Benvolio e a Sansone; Gian Pietro Marenda a Romeo, a Mercuzio e a Gregorio; Lino Trentini a Capuleti; Marcella Duina a Frate Lorenzo, a Giulietta e a Paride; Paola Casella alla Balia e ad Abramo; Silvia Rovati a Donna Capuleti.

Le scelte musicali sono frutto di un ‘dibattito democratico’ avvenuto all’interno del gruppo.
scenografia Livio Scarpella
adattamento e regia Bruno Macaro

Il progetto è di mettere in scena, un giorno, Romeo e Giulietta di William Shakespeare. L’obiettivo è quello di sempre: fare in modo che la realtà in cui vivono gli attori si cali nell’opera e che l’opera racconti la realtà.

Le solite domande che ci si pone quando si affronta un testo, allora, non possono trovare una risposta immediata, una risposta che si possa scrivere o pronunciare.

Esempio: chi è Capuleti? Chi è Tebaldo? Chi è Giulietta? Dove si nascondono le discordie che sporcano di sangue le mani dei cittadini?

Rispondere ora non ci sarebbe di nessuno aiuto. I personaggi bisogna cercarli nella realtà.

Alcuni degli studi, di conseguenza, devono prevedere la partecipazione attiva dei cittadini.

Sono da cercare, da trovare, dei padri e delle madri, dei figli e degli amici, degli innamorati e dei nemici, un religioso e un uomo che rappresenti le istituzioni cittadine, famiglie benestanti e gente meno abbiente, una città in cui le regole che garantiscono la pace si sgretolano sotto gli occhi degli abitanti.

UNO. è il primo studio del progetto, è il ponte che mette in relazione concreta la realtà quotidiana e il rito del teatro. Tutto deve narrare: il modo in cui gli spettatori entrano, la sedia su cui prendono posto, il modo di usare il mixer audio e la consolle luci, le pareti della sala, gli oggetti portati, ogni minimo movimento degli attori. Tutto deve diventare linguaggio, deve rendere tangibile la storia.

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