CARTOLINE DA GODOPOLI
Una città si racconta attraverso ciò che espelle
work in progress da un laboratorio di Bruno Macaro
 
Godopoli, la nostra città,  rifà se stessa tutti i giorni: ogni mattina la gente si risveglia tra lenzuola fresche, si lava con saponette appena sgusciate dall’involucro, indossa abiti nuovi fiammanti, estrae dal più raffinato frigorifero cibi ancora sigillati ascoltando le ultime notizie dall’ultimo modello di radio high tech.

Sui marciapiedi, chiusi in grossi sacchi di plastica nera, i resti della città di ieri aspettano il camion degli spazzaturai. Non solo tubi di dentifricio schiacciati, lampadine fulminate, giornali, ma anche scaldabagni, enciclopedie, pianoforti, servizi di porcellana: più che dalle cose che ogni giorno vengono fabbricate vendute comprate, la vita di Godopoli si misura dalle cose che ogni giorno vengono buttate via per far posto alle nuove.

Io mi chiedo: la vera passione di Godopoli è il godere delle cose nuove e diverse o l’espellere, l’allontanare, il mondarsi della sporcizia?

Adattamento da Le città invisibili di Italo Calvino

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CARTOLINE DA GODOPOLI
UNO. STUDI VERSO ROMEO E GIULIETTA
TRILOGIA DELLE BARCHE
MARIONETTE IN LIBERTÁ
 
 
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